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Paolo Uccello

PAOLO UCCELLO

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Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Uccello difficili da ricercare, richiedono più tempo.

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Paolo di Dono, noto come Paolo Uccello, è stato un pittore fiorentino nato nel 1397. Il suo grande apporto alla tecnica della prospettiva, costituisce un contributo che cambierà per sempre la storia dell'arte da quel momento in avanti. Coetaneo di Masaccio e Beato Angelico, Paolo Uccello frequenta in giovane età la bottega di Lorenzo Ghiberti, la più prestigiosa della città di Firenze, insieme, tra gli altri, anche a Donatello.
Il nome con cui è celebre Paolo di Dono, facendo riferimento al Vasari, deriverebbe dalle molte storie di animali dipinte in gioventù a seguito di lunghi studi, tra cui quelle di gatti, cani, leoni e soprattutto uccelli, dai quali prese il soprannome.
Il primo suo capolavoro si colloca tra il 1435 e il 1440: la Battaglia di San Romano, di cui esistono tre versioni custodite presso gli Uffizi di Firenze, il Louvre di Parigi e la National Gallery di Londra. In questo quadro, che può ritenersi tra i più significativi del XV secolo, confluiscono tutte le sperimentazioni prospettiche a cui Paolo dedicò gran parte dei propri studi. Le tavole prendono spunto da una battaglia combattuta nel giugno del 1432 tra Firenze e Siena. Nonostante la caoticità dello scontro faccia rovesciare cavalli e guerrieri, il dramma appare silenzioso e privo di movimento, bloccato in primo piano, racchiuso in una natura immobile ed estranea che fa da sfondo all'opera.
Altra opera importante è il Monumento equestre a Giovanni Acuto, realizzato nel 1436, omaggio al condottiero inglese che aveva difeso in varie occasioni la città di Firenze. La tomba dipinta, costringe l'osservatore ad una visione dal basso, che mette in evidenza il sapiente utilizzo della prospettiva e lo studio delle esatte proporzioni.
Negli ultimi anni di vita, tra il 1465 e il 1468, Paolo è chiamato presso la corte di Urbino dal duca Federico da Montefeltro. Quello che rimane di tale soggiorno nella produzione dell'artista è un'opera incompiuta ma di alto livello custodita presso la Galleria nazionale delle Marche, ossia una pala d'altare costituita da sei storie tra cui resta quella del Miracolo dell'ostia profanata.
Altre opere concordemente attribuitegli sono: la Caccia notturna (Oxford, Ashmolean Museum); S. Giorgio e il drago (Parigi, Musée Jacquemart-André e Londra, National Gallery), caratterizzati da una trasfigurazione irreale e fiabesca del dato naturale, e i ritratti come la Dama (New York, Metropolitan Museum).
Ancora immerso in nuovi studi sulla prospettiva, Paolo Uccello muore a Firenze nel 1475.

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