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Clemente Ruta

CLEMENTE RUTA

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Clemente Ruta nasce a Parma il 9 maggio 1685.
Dopo una prima formazione in patria, nel 1703 ottiene da Antonio Farnese una raccomandazione per entrare nella bottega forlivese di Carlo Cignani, presso la quale si trattiene per un decennio. Questo lungo apprendistato diventa determinante nell’orientare la prima fase della carriera artistica del pittore in direzione di un classicismo composto e solenne.
Il primo incarico di prestigio perviene all’artista dalle carmelitane scalze, che gli ordinano la pala con il Beato Giovanni della Croce per la loro chiesa di S. Teresa (1715-16 circa) oggi nella Certosa di Parma, e, poco dopo, la congregazione della Beatissima Vergine della Concezione gli richiede una serie di tele destinate alla propria cappella in S. Francesco del Prato (1718-19). Nel 1720 la duchessa Dorotea Sofia di Neuburg commissiona a Ruta la Visitazione e l’Adorazione del Bambino per l’oratorio palatino di Vedole.
Agli inizi del quarto decennio del XVIII secolo la maniera di Ruta comincia ad aprirsi a nuove suggestioni, rifacendosi alle delicate cromie del bavarese Ignazio Stern e allo stile di Sebastiano Ricci. Tale svolta è già evidente nella Natività della Vergine per l’oratorio di S. Quirino, oggi nel palazzo comunale di Parma (1732-34).
Nel corso del quarto decennio del secolo e fino alle soglie del successivo l’attività di Ruta si sviluppa anche fuori dai confini del ducato, a cominciare dalla Trinità con i ss. Scolastica e Francesco di Paola dipinta nel 1731 per la parrocchiale di Cazzago San Martino (Brescia; Loda, 2002), a cui seguirono il Beato Camillo de Lellis si consacra al Crocifisso per S. Tommaso a Mantova, ora in S. Barnaba (1740-41 circa).
Tra il 1738 e il 1741 il pittore fa pervenire a Carlo di Borbone, divenuto re di Napoli dopo la cessione del ducato di Parma agli Asburgo, ben trentasei dipinti di piccole dimensioni con baccanali e con storie di Don Chisciotte. Le telette soddisfano il committente, dal momento che nel 1741 l’artista viene chiamato alla corte napoletana, entrando in servizio il 1° maggio come pittore di camera. Qui il pittore viene impiegato anche nella decorazione delle nuove residenze e fabbriche reali, a cominciare dalla cappella di S. Gennaro nel Bosco di Capodimonte, per la quale dipinge la Visitazione e la Natività, oggi nell’adiacente Galleria nazionale (1745 circa).
Nel 1759, quando Carlo diventa re di Spagna e lascia Napoli, Ruta tornò in patria. È verosimile che negli ultimi anni trascorsi a Parma l’ormai anziano artista riducesse sempre più l’attività pittorica, a causa di una progressiva perdita della capacità visiva che lo condusse alla totale cecità.
Muore nella città natale l’11 novembre 1767.

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