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Antonio Rotta

ANTONIO ROTTA

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Autentichiamo Rotta e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Rotta. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Rotta.

Le nostre autenticazioni dei dipinti e disegni di Rotta sono accettate e riconosciute in tutto il mondo.

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Antonio Rotta nasce a Gorizia il 28 febbraio 1828. Dopo aver appreso in città i primi rudimenti del disegno da Vincenzo Cristofoletti, si iscrive tredicenne all’Accademia di belle arti di Venezia nel 1841 per interessamento e sostegno del goriziano Carlo de Catinelli, mecenate ed ex ufficiale dell’esercito.
Dal 1843 consegue all’Accademia vari premi, per la copia dalla stampa, dalla testa in gesso e dalla statua, esponendo nel contempo degli Studi di macchiette dal vero, uniti a composizioni di carattere storico come l’Incontro di Giacobbe e Rachele.
Lungo la via incoraggiata da Pietro Selvatico, l’artista si dedica al quadro di genere, indugiando nei temi popolareschi e lagunari e affiancandoli però sporadicamente ai sacri, a qualche natura morta e ad altri di storia, come Il samaritano che medica il ferito e S. Paolo sulla strada di Damasco affascinato dall’apparizione di Cristo o Tiziano che istruisce Irene di Spilimbergo nella pittura e Francesco I di Francia con la di lui sorella, richiesto da Giacomo Treves.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta il pittore figura alle rassegne espositive veneziane e non manca di segnalarsi a quelle veronesi, a Milano e alle Promotrici torinesi. A Torino nel 1860 suscita la commozione del pubblico per il Cacciatore addolorato che presta le cure al suo cane moribondo, rimasto invenduto a causa del considerevole prezzo di 3000 lire.
Tra i suoi lavori migliori si contano Prime illusioni, Il ciabattino e L’ubriaco, a cui si possono unire il Lion decaduto, L’elemosina, l’aneddotico Pronto soccorso e In sacrestia (Trieste, Museo Revoltella), oltre al tondo del Museo Bottacin di Padova con la Bambina in culla che gioca con una farfalla, tutti collocabili tra il sesto e il settimo decennio dell’Ottocento.
Nominato socio dell’Accademia di Venezia, agli inizi degli anni Settanta, Rotta ha una certa visibilità internazionale, prima in Austria e poi in Francia, presenziando nel 1871 all’esibizione del Kunstverein di Vienna, nel 1873 all’Esposizione universale della stessa città e nel 1878 a quella di Parigi.
La notorietà e la rispettabilità acquisite nel contesto lagunare gli permettono, infine, di far parte nel 1887 della commissione di accettazione dell’Esposizione nazionale artistica di Venezia, accanto a Guglielmo Ciardi, Giacomo Favretto, Carlo Matscheg, Emilio Marsili e Luigi Nono.
Muore a Venezia il 10 settembre 1903.

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