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Salvator Rosa

SALVATOR ROSA

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Salvator Rosa, pittore, incisore e poeta italiano di epoca barocca, nasce a Napoli nel quartiere Arenella il 20 giugno del 1615. Con l'aiuto di uno zio materno, che favorisce il suo evidente interessamento per l’arte, impara le prime rudimentali nozioni di pittura e poi incomincia a fare pratica. A 17 anni, pur essendo ancora apprendista, gli era già riconosciuto un notevole talento e personaggi influenti del mondo artistico gli consigliarono di trasferirsi a Roma per concludere il suo apprendistato ed iniziare una carriera indipendente.
Durante gli anni 1634-35 il giovane pittore è a Roma dove si interessa alla Scuola dei Bamboccianti, pittori seguaci di Pieter van Laer, che avevano un atteggiamento innovativo nei confronti della natura, in opposizione al pesante ed accademico Barocco romano. Ben presto però rinnega quel linguaggio pittorico per entrare nella bottega del pittore Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto, fedele continuatore del luminismo caravaggesco. Nel 1638, il cardinale Francesco Maria Brancaccio, da poco nominato vescovo di Viterbo, lo porta con sé in quella cittadina per la realizzazione della sua prima opera sacra nella chiesa di Santa Maria della Morte. Qui Salvatore, per l'altare della chiesa, realizza l’Incredulità di Tommaso.
Nel 1641 Salvator Rosa è ospite per due anni alla Villa Barbaiano di Volterra, presso gli amici Ugo e Giulio Maffei; nelle escursioni sulle alture solitarie nei dintorni, realizza molti bozzetti e disegni a carboncino, privilegiando un’arte basata sul brutto o addirittura sull’orrido, disegnando un paesaggio sconvolto con rocce informi, dirupi, rami secchi, alberi contorti. È a Volterra che Rosa realizza il suo Autoritratto, oggi esposto agli Uffizi di Firenze.
Ritornato a Napoli, Salvator Rosa, dipinge scene di avvenimenti turbolenti che, in un certo senso anticipano il tema romantico, ma trovandosi in ristrettezze economiche è costretto a venderle a cifre irrisorie, restando all’ombra dei grandi pittori napoletani del suo tempo, Caracciolo, Ribera e Corenzio. Viene anche soprannominato “Salvator delle battaglie” per le rappresentazioni di grandiose e sceniche battaglie come Battaglia eroica, oggi al Museo del Louvre di Parigi. Suoi sono anche i soggetti allegorici come La Fortuna, esposta al Paul Getty Museum di Los Angeles, o le tematiche dal gusto un po' esoterico, come Streghe e Incantesimi (Lord Spencer, Althorp House). Salvator Rosa muore a Roma il 15 dicembre del 1673 e viene sepolto in Santa Maria degli Angeli.

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