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Pinturicchio

PINTURICCHIO

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Autentichiamo Pinturicchio e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Pinturicchio. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Pinturicchio.

Le nostre autenticazioni dei dipinti e disegni di Pinturicchio sono accettate e riconosciute in tutto il mondo.

Ciascun COA è supportato da ricerche approfondite e relazioni analitiche di autenticazione.

I certificati di autenticità che rilasciamo per le opere di Pinturicchio sono redatti sulla base di indagini artistiche, ricerche di autenticazione, lavoro analitico e studi forensi solidi, affidabili e totalmente documentati.

Siamo a disposizione per esaminare i tuoi dipinti o disegni di Pinturicchio ovunque si trovino nel mondo.

Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Pinturicchio difficili da ricercare, richiedono più tempo.

Tra i nostri clienti si trovano collezionisti di opere di Pinturicchio, investitori, autorità fiscali, assicuratori, periti, valutatori, banditori d’asta, gallerie d’arte, agenzie governative e svariati studi legali.

Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, nasce a Perugia forse nel 1454. Fu uno dei pittori più in vista, e più operosi a Perugia e Foligno nella seconda metà del secolo XV. Il suo maestro diretto è Bartolomeo Caporali. Il più antico documento dell'arte del Pinturicchio sembra siano due delle tavolette con le Storie di S. Bernardino da Siena, del 1473, conservate nella R. Pinacoteca di Perugia: S. Bernardino guarisce un paralitico, la Liberazione di un prigioniero. Altra sua opera giovanile, con ogni probabilità eseguita prima del 1480, è il Crocifisso con i Santi Cristoforo e Girolamo (Roma, R. Galleria Borghese). Agli anni giovanili, non oltre il 1490, appartengono anche alcuni squisiti dipinti su tavola: tra gli altri, le immagini della Madonna col Bambino della Pinacoteca di Trevi, della National Gallery di Londra, della Pinacoteca di Perugia, della Pinacoteca di S. Maria Maggiore di Spello, e, soprattutto, la Madonna della Pace nella sacrestia del duomo di San Severino Marche, senza che dimentichiamo la Madonna col Bambino e Giovanni Borgia dell'Accademia di belle arti di Valenza (Spagna) e il ritratto di giovinetto della Galleria di Dresda.
Dopo una breve sosta in Orvieto il Pinturicchio in due anni, 1493 e 1494, esegue la sua più complessa e celebrata decorazione pittorica affrescando l'appartamento Borgia in Vaticano. Per S. Maria dei Fossi a Perugia dipinge un polittico, oggi nella Pinacoteca di quella città, che è tra le sue cose più belle.
Nel 1497 il Pinturicchio affresca la cappella Eroli nel duomo di Spoleto, e tra il 1500 e il 1501 quella dei Baglioni in Santa Maria Maggiore di Spello.
Dal 1502 sino alla morte il Pinturicchio fa frequenti e lunghi soggiorni a Siena. Sono del 1504 gli affreschi della cappella di San Giovanni Battista in quel duomo: i ritratti di un cavaliere di S. Giovanni di Gerusalemme e di un cavaliere di Rodi debbono essere particolarmente ricordati tra le cose più caratteristiche e accurate del maestro. Nel 1506 esegue il cartone della Fortuna, una delle storie graffite nel pavimento marmoreo del duomo, ma già fin dall'anno precedente aveva iniziato la decorazione a fresco nella Libreria Piccolomini al duomo con le Storie di Pio II.
Torna a Roma nel 1508, per affrescare le vele del presbiterio in Santa Maria del Popolo. Le due ultime opere che di lui conosciamo sono la tavola della Vergine Assunta e Santi nel museo di San Gimignano, e la tavoletta con Gesù che porta la Croce a Milano, nella collezione Borromeo. Questo dipinto ha la data del 1513, l'anno medesimo in cui il pittore muore a Siena in mezzo agli stenti.

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