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Giovanni Martino Spanzotti

GIOVANNI MARTINO SPANZOTTI
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Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Spanzotti difficili da ricercare, richiedono più tempo.

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Giovanni Martino Spanzotti è stato un pittore attivo in Piemonte dal 1475 circa al 1523 circa. La sua opera ha costituito un importante punto di riferimento per tutta l'arte piemontese dell'epoca. È menzionato per la prima volta a Casale Monferrato nel 1480 come “Martino de Spanzoto Mediolani pinctore filio magistri Petri pinctoris” e l’anno successivo a Vercelli “Magistro Martino de Casali pinctore filio magistri Petri cive et habitatore Vercellarum”. Nel periodo vercellese si colloca il praticantato presso la bottega del pittore Giovanni Antonio Bazzi, poi detto il Sodoma. È ormai assodata la sua formazione su opere bolognesi di Francesco del Cossa e la sua conoscenza di opere di Piero della Francesca. Testimonianza ne è la Madonna Tucker (Torino, Museo Civico d’Arte Antica e Palazzo Madama) databile intorno al 1475-1480. Altre opere: la Madonna del gatto di Filadelfia (collezione Johnson), la tavole con Santi e Sante (Torino, Galleria Sabauda), l’affresco con l’Adorazione dei Magi in San Francesco a Rivarolo Canavese. Questo nucleo è antecedente alle prime scene con le Storie di Cristo, affrescate da Spanzotti in San Bernardino di Ivrea. La grande opera viene conclusa entro il 1486 e il 1491. In questo periodo le sue opere sono caratterizzate da una luminosità studiata che avvolge e definisce i volumi, quali: la Madonna in trono tra Santi (trittico, unica opera firmata. Torino, Galleria Sabauda), le tre Pietà (Sommariva Perno, Budapest, Roma Castel Sant’Angelo), l’Assunzione della parrocchiale di Conzano e la Madonna dell’Accademia Albertina di Torino. Nel 1498 Spanzotti si trasferisce a Casale e dal 1502 a Chivasso. È di questi anni il polittico già in San Francesco a Casale ora smembrato tra Torino (Accademia Albertina), Milano (Brera) e Londra (National Gallery). Il periodo chivassese è caratterizzato dall’attività della sua bottega presso la quale lavora anche Defendente Ferrari. Di questo momento si cita ancora la Santa Caterina da Siena (Verona, Castelvecchio). Nel 1513 Martino Spanzotti è a Torino, l’ultima opera nota è l’Elemosina di Sant’Antonio Pierozzi (vescovo domenicano di Firenze) in San Domenico a Torino. Nel 1528 risulta ormai deceduto in Chivasso.
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