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Mario Mafai

MARIO MAFAI

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Ottenere un Certificato di autenticità (COA) per le opere di Mafai è facile. Basterà inviarci le foto e le dimensioni del tuo dipinto o disegno di Mafai, specificando tutto quello che sai sull’origine o sulla storia dell’opera.

Se vuoi vendere il tuo dipinto o disegno di Mafai, accedi ai nostri servizi di vendita. Offriamo strumenti di consiglio e supporto alla vendita, vendite a trattativa privata e mediazione completa per le opere di Mafai.

Autentichiamo Mafai e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Mafai. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Mafai.

Le nostre autenticazioni dei dipinti e disegni di Mafai sono accettate e riconosciute in tutto il mondo.

Ciascun COA è supportato da ricerche approfondite e relazioni analitiche di autenticazione.

I certificati di autenticità che rilasciamo per le opere di Mafai sono redatti sulla base di indagini artistiche, ricerche di autenticazione, lavoro analitico e studi forensi solidi, affidabili e totalmente documentati.

Siamo a disposizione per esaminare i tuoi dipinti o disegni di Mafai ovunque si trovino nel mondo.

Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Mafai difficili da ricercare, richiedono più tempo.

Tra i nostri clienti si trovano collezionisti di opere di Mafai, investitori, autorità fiscali, assicuratori, periti, valutatori, banditori d’asta, gallerie d’arte, agenzie governative e svariati studi legali.

Mario Mafai nasce a Roma nel 1902. Il padre è notaio, la madre dirige la Pensione 'Salus' a Piazza Indipendenza. Il giovane Mafai abbandona gli studi regolari intorno al 1917 per dedicarsi alla pittura. Nel 1924 stringe amicizia con Gino Bonichi (Scipione) e insieme frequentano la scuola libera del nudo all'Accademia di Belle Arti.Nel 1927 Mafai esordisce nella 'Mostra di studi e bozzetti' organizzata dall’Associazione Artistica Nazionale in Via Margutta. Nel 1928 espone alla XCIV Mostra degli Amatori e Cultori di Belle Arti. In questo periodo frequenta insieme a Scipione la Biblioteca di Storia dell’Arte di Palazzo Venezia, stringe rapporti di amicizia con Ungaretti, de Libero, Sinisgalli, Beccaria, Falqui. Nel 1929 espone, con Scipione e altri, al 'Convegno' di giovani pittori a Palazzo Doria. Nel 1931 espone alla I Quadriennale di Roma, che farà conoscere la sua opera, con quella di altri esponenti della scuola romana, in una mostra itinerante negli Stati Uniti (1931-32); esordisce alla XVIII Biennale di Venezia (1932).Gli anni 1933-34 lo vedono impegnato in un intenso lavoro, che produrrà alcune fra le sue opere maggiori, Donne che stendono al sole (1933), Nudo in riposo (1933, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), Lezione di piano (1934) e la serie dei Fiori. Nel 1935 la II Quadriennale accoglie una sua personale con 29 dipinti, che sancisce la sua posizione e gli frutta un premio di 25.000 lire. Nello stesso anno si inaugura a San Francisco la 'Exhibition of Contemporary Italian Painting', mostra itinerante organizzata da Sabatello, che rappresenta la recente svolta in senso tonale della pittura romana. Il successo è ribadito dalla personale alla Galleria della Cometa (1937), dove compaiono fra l'altro alcune delle sue celebri Demolizioni, raffinate meditazioni coloristiche che traggono spunto dagli sventramenti in atto nel centro storico. Nel 1939 si trasferisce con la famiglia a Genova. Alla seconda mostra milanese di 'Corrente' alla Galleria Grande (1939) espone le prime Fantasie, grovigli di nudi in conflitto o grottesche mascherate, dove i più vari riferimenti (Goya, Géricault, Grosz) si affollano in una concitata atmosfera di terrore che preannuncia la guerra.
Nel 1948 la XXIV Biennale di Venezia ospita un'importante personale, che raccoglie opere dal 1938 al '47. Da quel momento è un susseguirsi di mostre e premi (ricorderemo quello alla VII Quadriennale del '55). Dell'ultimo periodo appartengono opere dal raffinato cromatismo come Ricordi inutili (1958), Rinascere (1959), Ciò che rimane (1960), che si conclude con le spoglie e drammatiche Corde del 1960-63. Tiene la sua ultima personale alla Galleria L'Attico di Roma nel 1964. Muore a Roma l'anno dopo, nel 1965.

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