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Giovanni Lanfranco

GIOVANNI LANFRANCO

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Giovanni Lanfranco nasce a Parma nel 1582. È stato un pittore, tra i più rappresentativi del barocco romano, in netto contrasto con la corrente classicista.
È allievo di Agostino e poi, alla morte di questi, di Annibale Carracci. Con quest'ultimo, nel 1602 si reca a Roma, dove aiuta il maestro in varie commissioni, imparando da lui la professione della pittura, potendo assistere per esempio alla decorazione della straordinaria volta della Galleria Farnese.Lavora poi con Guido Reni per papa Paolo V Borghese, anche se alla morte del pontefice il ruolo del pittore non è del tutto in primo piano, in quanto il nuovo papa, Gregorio XV, gli preferisce Guercino e Domenichino.
A seguito di una breve assenza da Roma riesce pian piano ad imporsi nel prestigioso palcoscenico romano arrivando ad essere il vero grande precursore dell'arte barocca. A Lanfranco si deve infatti lo sviluppo della concezione illusionistica dello spazio. Il conclamato successo avviene tra il 1625 e il 1627 con la decorazione della cupola della basilica di Sant'Andrea della Valle. Al tempo la cupola della basilica di Sant'Andrea della Valle progettata dall'architetto Carlo Maderno , con i suoi 80 metri di altezza era la più alta di Roma dopo quella della basilica di San Pietro, per tale motivo l'impresa del Lanfranco è stata certamente notevole.
L'Assunzione della Vergine trae ispirazione dall'analogo soggetto del Correggio nel Duomo di Parma, tuttavia i personaggi, assiepati nei due cerchi concentrici, si moltiplicano e gli scorci sono più arditi. Il senso di movimento e di instabilità, con la cupola che sembra ruotare in un vortice verso il cielo, si discosta notevolmente dall'armonia rinascimentale; è una novità che avrà grande seguito fra i contemporanei e per tutto il secolo della grande stagione barocca.
Degna di nota è anche la bellissima tela del 1622, custodita a Firenze presso palazzo Pitti, raffigurante l'Estasi di Santa Margherita da Cortona, un dipinto di estrema importanza soprattutto per quanto riguarda la figura della santa, la cui espressione, la posa ed i vestiti ispirarono più avanti il Bernini con la sua Estasi di Santa Teresa.
Nel 1631 si trasferisce a Napoli, dove nel Duomo realizza un altro straordinario affresco nella cupola della cappella del Tesoro, il Paradiso, lavoro che lo impegnò tra il 1641 e il 1643; del pittore era nota infatti la velocità d'esecuzione.
L'opera del Lanfranco è vastissima. Oltre a molte pale d'altare per chiese e oltre alle opere citate, a Roma affresca la cappella Sacchetti in S. Giovanni dei Fiorentini; a Napoli lavora agli affreschi della cupola del Gesù Nuovo (1634), della Certosa di S. Martino, dei SS. Apostoli e della cupola di S. Gennaro in duomo (1634). L'ultima sua opera è la Gloria di s.Carlo Borromeo (1647) nell'abside di S. Carlo ai Catinari, a Roma. Muore a Roma nel 1647.

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