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Corrado Giaquinto

CORRADO GIAQUINTO
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Corrado Giaquinto, figlio di Francesco, sarto di origine napoletana, nasce a Molfetta nel 1703, quinto di sette figli.
Di difficile valutazione, in mancanza di documenti, rimane la prima formazione dell'artista. Secondo alcuni, nel marzo del 1721 il Giaquinto lascia Molfetta per spostarsi a Napoli dove rimane fino al marzo del 1727. Appena arrivato a Napoli, entra nella bottega di Nicola Maria Rossi per passare subito dopo nella bottega di Francesco Solimena. Nel marzo del 1727 si trasferisce a Roma, per apprendere il disegno, anche se all'epoca la sua formazione doveva essersi ormai compiuta. Nel 1731 firma un contratto per la decorazione della chiesa di S. Nicola dei Lorenesi, dove il Giaquinto affresca la volta della navata centrale con S. Nicola che fa scaturire l'acqua da una roccia, e dipinge Le tre Virtù teologali nella tribuna e il Paradiso con le Virtù cardinali nella cupola. Questi dipinti, resi di nuovo leggibili dai recenti restauri, segnano l'esordio romano dell'artista, che si dimostra ormai padrone di un linguaggio proprio.
Segno del successo del Giaquinto, con la decorazione della chiesa nazionale dei Lorenesi, è la chiamata alla corte di Torino, nel giugno del 1733, da parte di F. Iuvarra: la pala di S. Conca con S. Giovanni Nepomuceno, nella chiesa di S. Filippo è la testimonianza di questo periodo.
Ritornato a Roma esegue nel 1739 la pala d'altare con l'Assunzione della Vergine per la chiesa parrocchiale di Rocca di Papa, commissionatagli dal cardinale Pietro Ottoboni. Nel 1743 ottiene la commissione per eseguire due tele di imponenti dimensioni nella basilica romana di S. Croce in Gerusalemme raffiguranti la Madonna che presenta s. Elena e Costantino alla Trinità nel soffitto della navata centrale, e, nella volta del transetto, l'Apparizione della Croce.
Il 25 marzo 1753, viene chiamato a Madrid a ricoprire il posto di pittore di corte e nel 1754 risale la commissione di maggior prestigio durante questa sua permanenza in Spagna: una serie di dipinti eseguiti in diversi ambienti, e a varie riprese, nel nuovo palazzo reale di Madrid.
Per ragioni di salute, ma forse anche per l'arrivo di Giovan Battista Tiepolo alla corte spagnola, infine il Giquinta, con il permesso del re, decide di lasciare la Spagna per trasferirsi a Napoli.
Giunge a Napoli nel 1762 e qui trascorre gli ultimi anni della sua vita.
Muore a Napoli il 18 aprile 1766.

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