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Rosso Fiorentino

ROSSO FIORENTINO

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Giovanni Battista di Jacopo, detto Rosso Fiorentino, nasce a Firenze nel 1494. Assieme al Pontormo, è la figura chiave del primo Manierismo fiorentino: le sue opere sono popolate di figure grottesche, stranianti, bizzarre, spesso contraddistinte da sguardi smarriti o preoccupati, e dalla totale rottura dell’equilibrio e dell’armonia che furono una delle principali conquiste del Rinascimento.
Il Rosso si conferma come artista di talento precoce quando nel 1513, a diciannove anni, inizia a dipingere la sua prima opera: l’affresco dell’Assunzione nella basilica della Santissima Annunziata di Firenze,
Nel 1517 si iscrive all’Arte dei Medici e degli Speziali, mentre l’anno successivo realizza, per Leonardo Buonafede, l’opera nota oggi come la Pala dello Spedalingo, conservata agli Uffizi, uno dei suoi capolavori più noti. Nel 1521 è a Volterra, dove dipinge il suo massimo capolavoro, nonché caposaldo di tutto il Manierismo: la Deposizione oggi conservata presso la Pinacoteca Civica di Volterra. La novità di questo dipinto è l'antinaturalismo che si riflette nelle espressioni grottesche, negli occhi abbozzati, ridotti a delle macchie, nel volto ambiguo di Cristo.
Nel 1527, durante il sacco di Roma, il Rosso viene fatto prigioniero dai tedeschi, ma riesce poi a liberarsi e riparare a Perugia. Nello stesso anno raggiunge la cittadina di Sansepolcro, dove dipinge il Compianto sul Cristo morto, altra opera chiave della sua produzione, nota anche come Deposizione di Sansepolcro, conservato nella chiesa di San Lorenzo a Sansepolcro.
Nel 1528 il Rosso Fiorentino è a Città di Castello dove, per la cattedrale locale, dipinge il Cristo in gloria. Nel giorno di giovedì santo del 1530 è coinvolto in una rissa scoppiata in una chiesa di Sansepolcro. L’artista decide di andare a Venezia, e poi partire per la Francia. In Francia, il Rosso diventa pittore di corte di Francesco I e, dal 1532, per il sovrano inizia a dirigere i lavori nella cosiddetta Galleria di Francesco I nel castello di Fontainebleau. È coinvolto nel progetto fino al 1539 e nello stesso anno inizia, assieme al pittore Francesco Primaticcio, a lavorare agli affreschi degli Amori di Vertunno e Pomona, terminati l’anno seguente. L’artista scompare improvvisamente, a soli quarantasei anni, il 14 novembre del 1540 a Fontainebleau.

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