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Carlo Dolci

CARLO DOLCI
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Autentichiamo Dolci e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Dolci. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Dolci.

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Carlo Dolci nasce a Firenze il 25 maggio 1616. È stato un pittore soprattutto di figure isolate, apprezzato ritrattista e uno dei più intensi interpreti del sacro in pittura. La fonte principale per le notizie relative a questo pittore è la biografia scritta dal suo alunno Filippo Baldinucci. Da questa si apprende che, rimasto orfano del padre all'età di quattro anni, entra nella bottega di Iacopo Vignali per restarvi fino a quando si rende autonomo.
Nel 1631 realizza per don Lorenzo de' Medici il ritratto di Stefano della Bella (Firenze, Galleria Palatina), precocissimo capolavoro non solo per la raffinata esecuzione ma anche per l'indagine psicologica del personaggio. L'anno successivo esegue il ritratto di Fra' Ainolfo de' Bardi (Firenze, Uffizi). Nel quarto decennio si precisa meglio il modo tipico di dipingere del Dolci, con una materia più compatta e lucida. Rappresentativi di questo periodo sono il S. Giovanni Battista dell' Arciconfraternita della Misericordia e il S. Giovanni nel deserto (coll. privata), ma soprattutto il ritratto di Serafina Pezzuoli (Firenze, Ss. Michele e Gaetano) e la famosissima Madonna col Bambino del Museo Fabre di Montpellier, datata 1642.
La produzione degli anni centrali dell'attività del Dolci è meglio rappresentata da piccoli quadri di soggetto devoto come la Fuga in Egitto (Stamford, coll. marchese di Exeter). Negli anni Sessanta il Dolci realizza alcuni fra i suoi più famosi ritratti, tra cui si segnalano i ritratti di Sir John Finch e Sir Thomas Baines del Fitzwilliam Museum di Cambridge (c. 1665-70).
Negli ultimi venticinque anni di attività si intensificano i soggetti a figura unica, come i due ottagoni con S. Carlo Borromeo e S. Nicola da Tolentino (Firenze, Galleria Palatina). Sono di quest'epoca anche il S. Giovanni Evangelista di Palazzo Pitti del 1671, e la S.Cecilia di Dresda (Gemäldegalerie) dello stesso anno. Mentre appartengono alla fase estrema della produzione del Dolci due grandi dipinti d'altare: l'Angelo custode per il duomo di Prato, del 1675 circa (ora nel Museo), che è stato definito 'un episodio di vibrante intimismo e di lirismo sentimentale' (Datini, 1972), e la Madonna col Bambino e la beata Solomea appaiono a s. Luigi di Tolosa (Galleria degli Uffizi).
L'artista muore a Firenze nel 1686.

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