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Santi Di Tito

SANTI DI TITO

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Autentichiamo Santi di Tito e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Santi di Tito. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Santi di Tito.

Le nostre autenticazioni dei dipinti e disegni di Santi di Tito sono accettate e riconosciute in tutto il mondo.

Ciascun COA è supportato da ricerche approfondite e relazioni analitiche di autenticazione.

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Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Santi di Tito difficili da ricercare, richiedono più tempo.

Tra i nostri clienti si trovano collezionisti di opere di Santi di Tito, investitori, autorità fiscali, assicuratori, periti, valutatori, banditori d’asta, gallerie d’arte, agenzie governative e svariati studi legali.

Santi di Tito nasce nel 1536 a Firenze. Suo padre era originario di Borgo Sansepolcro, luogo che a inizio Quattrocento aveva dato i natali a Piero della Francesca. Proprio di quest'ultimo, Santi di Tito realizzò uno dei rarissimi ritratti che permettono di ricostruire il viso del grande artista, oggi custodito al Museo Civico di Sansepolcro.
Santi di Tito si forma a Firenze, a contatto con il Bronzino e lo scultore Baccio Bandinelli. Intorno al 1558 si reca a Roma e qui ci rimane sino al 1564 per contemplare le opere di Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti. A Roma Santi collabora ad alcuni importanti lavori, come per esempio la decorazione della casina di Pio IV nei giardini Vaticani, edificata da Pirro Ligorio.
Una volta tornato a Firenze si occupa, insieme ad altri artisti guidati da Giorgio Vasari, della decorazione dello Studiolo di Francesco I a Palazzo Vecchio, ma anche di alcuni dipinti di notevole importanza. Un esempio è la Resurrezione della basilica di Santa Croce, in cui è ancora evidente l'influenza pittorica romana. Altro dipinto notevole è la Resurrezione di Lazzaro del 1576, custodita nella basilica di Santa Maria Novella; l'Incredulità di San Tommaso nel Duomo di Sansepolcro e la Cena in Emmaus in S. Croce. Sono opere di una singolare tendenza arcaizzante, caratterizzate da semplicità compositiva e da un'intensa e devota religiosità.
Sempre dell'artista è anche il celebre Ritratto di Niccolò Machiavelli, conservato al Museo di Palazzo Vecchio e realizzato a seguito della morte del politico e scrittore fiorentino.
Della sua maturità artistica è un'opera datata 1593, la quale presenta un'incredibile invenzione pittorica. È la Visione di San Tommaso d'Aquino della basilica di San Marco a Firenze, nella quale il religioso, inginocchiato al cospetto di un dipinto della Crocifissione, assiste al prendere vita miracoloso della tela.
Un posto di riguardo nella carriera di Santi ebbero i ritratti, che eseguì in gran numero con gran facilità e molto fedeli al reale. Sono esempi già noti alla critica il già citato Ritratto di Piero della Francesca; il Ritratto della piccola Lucrezia di Niccolò Gaddi, del 1577, e il Ritratto di gentildonna con la figlia, della metà anni Settanta, passati sul mercato. Infine il Ritratto della giovane Caterina de’ Pazzi, del 1583, e il Don Pietro de’ Medici agli Uffizi, dipinto verso il 1586.
Santi di Tito si spegne nel 1603 a Firenze.

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