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Andrea Del Sarto

ANDREA DEL SARTO

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Andrea del Sarto nasce a Firenze nel 1486, da Agnolo, che di mestiere fa il sarto (da qui il nome con cui l’artista è oggi universalmente noto). È stato uno degli esponenti più eccelsi fra i protagonisti del Rinascimento fiorentino. Si forma nella bottega di Piero di Cosimo, all'epoca uno dei più grandi artisti di Firenze, ma ben presto, dopo una prima fase legata alla tradizione fiorentina, la sua arte si orienta verso quella del Rinascimento maturo, soprattutto quello di Leonardo e di Raffaello.
Nel 1515, a Firenze, Andrea inizia a lavorare al Chiostro dello Scalzo, dove è impegnato in un ciclo decorativo con le Storie del Battista, terminato nel 1526. Risale al 1517 uno dei suoi più noti capolavori: la Madonna delle Arpie, dipinta per la chiesa di San Francesco dei Macci e attualmente conservata alla Galleria degli Uffizi. Il bizzarro nome “Madonna delle Arpie” deriva dal fatto che Vasari interpretò le figure sul basamento del trono della Madonna come due arpie, ma in realtà si tratta di locuste: nell’Apocalisse di Giovanni viene adoperato questo termine per indicare esseri che avevano i capelli di donna, denti leonini, corazze di ferro, ali e code di scorpioni.
L’anno dopo Andrea del Sarto si reca in Francia, dove lavora per il re Francesco I. Delle opere realizzate in Francia ci rimane solo la Carità, conservata al Louvre. Nel 1519 Andrea torna a Firenze, riprende i lavori al Chiostro dello Scalzo e inizia l’affresco del Tributo a Cesare, nella Villa Medicea di Poggio a Caiano: lasciato incompiuto, sarà terminato da Alessandro Allori. Nello stesso anno gli viene commissionata l’Ultima Cena per il convento di San Salvi.
Nel 1523, per sfuggire alla peste che colpisce Firenze, l’artista si trasferisce prima nel Mugello, dove esegue uno dei suoi principali capolavori, la Pietà di Luco (oggi a Palazzo Pitti), poi si reca forse anche a Venezia. Torna a Firenze l’anno successivo, e nel 1525 esegue l’affresco della Madonna del Sacco per il chiostro della Santissima Annunziata. Nel 1528 esegue, per Giovanni Maria Canigiani, generale dell’ordine vallombrosano, la Pala di Vallombrosa, destinata all’abbazia di Vallombrosa (oggi invece è agli Uffizi). Mentre nel 1530 dipinge la sua ultima opera, la Pala di Poppi per la chiesa di San Fedele a Poppi, nel Casentino. L’artista scompare nello stesso anno, a Firenze.
Pochi sono i musei italiani che fuori da Firenze conservano sue opere: una delle più importanti è la Madonna col Bambino e san Giovannino della Galleria Borghese di Roma, mentre la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini conserva la Sacra Famiglia Barberini.
Altre sue opere si trovano invece fuori dall’Italia, sparse in differenti musei. Tra i più importanti: il Louvre, il Prado di Madrid, la National Gallery di Londra, e l'Ermitage di San Pietroburgo.

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