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Jacopo Del Casentino

IACOPO DEL CASENTINO

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Iacopo del Casentino è stato un pittore attivo in Toscana nella prima metà del XIV secolo, appartenne alla stessa generazione artistica dei protagonisti della tradizione giottesca fiorentina, quali Bernardo Daddi e Taddeo Gaddi. L'artista dovette nascere con ogni probabilità sullo scorcio del Duecento o al più tardi intorno all'anno 1300.
La ricostruzione dell'attività del pittore prende avvio all'inizio del ventesimo secolo con il trittico Cagnola (unica opera firmata dall'artista), raffigurante la Madonna col Bambino in trono con quattro angeli e i ss. Bernardo di Chiaravalle e Giovanni Battista (scomparto centrale), le Stimmate di s. Francesco e, al di sotto, S. Margheritae una santa martire (sportello sinistro) e la Crocifissione (sportello destro), oggi agli Uffizi.
Nelle opere più antiche fra quelle giunte fino a noi, che secondo gli studi di anni più recenti possono essergli attribuite, il pittore dimostra di essersi formato a stretto contatto con i principali rappresentanti del filone giottesco fiorentino più antico ed eterodosso, come il Maestro di S. Gaggio, alias Grifo di Tancredi o Lippo di Benivieni. Fra tali pitture si possono indicare le quattro tavolette appartenenti in origine a uno stesso complesso, raffiguranti l'Annunciazione, la Natività, la Crocifissione e il Compianto di Cristo, oggi disperse in varie collezioni private in Italia e all'estero. Queste opere dovrebbero datarsi intorno o poco prima il 1320; e alla stessa fase appartiene anche il dipinto della Gemäldegalerie di Dresda, raffigurante il raro episodio evangelico di S. Giovanni Battista in carcere che invia due suoi discepoli a Gesù, attribuito in passato non senza significato anche a Giotto, ma che oggi è generalmente riconosciuto a Iacopo. La forte adesione dell'artista ai canoni del linguaggio giottesco è testimoniata da un gruppo di dipinti databili verosimilmente intorno al 1320-25, quali: la Dormitio Virginis un tempo nella celebre raccolta Loeser a Firenze, e in anni più recenti in collezione privata inglese, nonché la grande pala della chiesa di S. Miniato al Monte a Firenze, raffigurante l'omonimo santo e otto scene della sua leggenda.
Verso la metà degli anni Venti, sembra cogliersi nell'artista il riflesso della coeva cultura pittorica senese, in modo particolare nella bella tavola raffigurante S. Lucia, dal 1987 in deposito permanente presso il Bonnefantenmuseum a Maastricht.
La data di morte di Iacopo, scomparso forse nel corso della terribile pestilenza del 1348, è registrata sotto l'anno 1349 nei libri della Compagnia di S. Luca.

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