Galleria di Artisti
Galleria dei principali artisti valutati nel corso degli anni

Prova digitando "picasso"

Serafino De Tivoli

SERAFINO DE TIVOLI

Ottieni un Certificato di autenticità (COA) per il tuo dipinto o il tuo disegno di De Tivoli.

Per vendere, assicurare o donare qualsiasi opera di De Tivoli ti occorre un Certificato di autenticità (COA).

Ottenere un Certificato di autenticità (COA) per le opere di De Tivoli è facile. Basterà inviarci le foto e le dimensioni del tuo dipinto o disegno di De Tivoli, specificando tutto quello che sai sull’origine o sulla storia dell’opera.

Se vuoi vendere il tuo dipinto o disegno di De Tivoli, accedi ai nostri servizi di vendita. Offriamo strumenti di consiglio e supporto alla vendita, vendite a trattativa privata e mediazione completa per le opere di De Tivoli.

Autentichiamo De Tivoli e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di De Tivoli. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di De Tivoli.

Le nostre autenticazioni dei dipinti e disegni di De Tivoli sono accettate e riconosciute in tutto il mondo.

Ciascun COA è supportato da ricerche approfondite e relazioni analitiche di autenticazione.

I certificati di autenticità che rilasciamo per le opere di De Tivoli sono redatti sulla base di indagini artistiche, ricerche di autenticazione, lavoro analitico e studi forensi solidi, affidabili e totalmente documentati.

Siamo a disposizione per esaminare i tuoi dipinti o disegni di De Tivoli ovunque si trovino nel mondo.

Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di De Tivoli difficili da ricercare, richiedono più tempo.

Tra i nostri clienti si trovano collezionisti di opere di De Tivoli, investitori, autorità fiscali, assicuratori, periti, valutatori, banditori d’asta, gallerie d’arte, agenzie governative e svariati studi legali.

Serafino De Tivoli nasce a Livorno nel 1826. Nel 1836 la famiglia si trasferisce a Firenze, dove Serafino frequenta la scuola degli scolopi, che abbandona attorno al 1838 per dedicarsi alla pittura, divenendo allievo, assieme con il fratello Felice del paesista austroungherese C. Markò il Vecchio.
Arruolatosi tra i volontari toscani della Prima Guerra d’Indipendenza, nel ’48 combatte a Curtatone e Montanara e, l’anno seguente, partecipa alla difesa della Repubblica Romana.
Al ritorno a Firenze viene introdotto da Pasquale Villari nel circolo di Margherita Albana Mignaty, mentre diviene con Signorini e Fattori uno dei frequentatori abituali del salotto dell’architetto pistoiese Francesco Bartolini e di sua moglie, la poetessa irlandese Luisa Grace. In alcuni suoi paesaggi (Poggio di Fiesole visto dal canale del Cionfo, Paesaggio con vacche al pascolo e Arno) fa riferimento a quella maniera “francese” destinata ad apparire così nuova e attraente agli occhi dei futuri Macchiaioli. Di questo stile sono due tele: Il ponte di legno e il Pascolo della fine degli anni Cinquanta con i relativi studi che rivelano una perfetta integrazione tra gli spunti più all’avanguardia della pittura francese e la recente tradizione paesaggistica toscana.
Nel 1864 Serafino lascia Firenze e raggiunge il fratello Felice a Londra, dove si trattiene fino al ’73 quando si trasferisce a Parigi. Qui frequenta il gruppo degli artisti italiani di cui facevano parte Filippo Palizzi, Giuseppe de Nittis, Giovanni Boldini e Vito d’Ancona.
Tornato a Firenze, espone alla Promotrice, dove aveva debuttato con un Paese di composizione nel ’48, alcuni quadri raffiguranti paesaggi laziali, un episodio tratto dalla storia di Roma antica e un Motivo presso il lago di Massaciuccoli.
Continua, a partecipare alle più importanti manifestazioni italiane, presentando alle Promotrici fiorentine alcuni dipinti frutto delle gite nell’alta Lucchesia e lungo il corso dell’Arno.
Dal ’76 al Salon espone regolarmente opere frutto delle gite in Normandia e a Bougival, dimostrando una completa adesione ai modi dell’Impressionismo.
Rientrato a Firenze assai provato e in miseria, riprende a dipingere con i vecchi amici nella campagna circostante.
Nel ’91 invia un quadro a Milano dal titolo A Marly-le-roi; da allora non manca di partecipare ogni anno alle Promotrici fin quando, povero e ammalato, si ritira in una casa di riposo ebraica dove muore nel 1892.
Pensi di possedere un’opera di De Tivoli? Contattaci per ricevere un aiuto cordiale, gentile e altamente informativo. Siamo esperti di De Tivoli.
Nel corso della nostra attività abbiamo analizzato e valutato centinaia di artisti in tutto il mondo.

Cercate l'artista di vostro interesse.

Richiedete un preventivo gratuito

Non esitate, descriveteci la vostra opera. Vi forniremo un preventivo gratuito in brevissimo tempo.