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Giuseppe Borsato

GIUSEPPE BORSATO

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Giuseppe Borsato nasce a Venezia nel 1771. Si presenta come pittore da cavalletto, scenografo, frescante, ma soprattutto esperto decoratore e ideatore di ornati. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia a partire dal 1791, dove studia prospettiva. Dopo un soggiorno a Roma, tornato a Venezia nel periodo della dominazione austriaca, si dedica alla pittura di vedute e al genere decorativo. Acquista fama nel periodo napoleonico, disegnando gli apparati per le feste e decorando nel palazzo reale, la camera dell'imperatore e la sala del trono.
Nel primo decennio dell'Ottocento, collabora con il frescante e pittore di figure Giambattista Canal (1745-1825), con il quale instaura un rapporto non solo lavorativo ma anche di amicizia. Insieme, rappresentano lo sviluppo della decorazione neoclassica in area veneta, unendo l’efficacia prospettica e ornamentale del primo alla sapienza figurativa del secondo.
Negli anni Trenta dell'Ottocento, viene chiamato a coprire il ruolo di pittore di vedute e di interni prospettici, sempre sulla scia del classicismo settecentesco. Del 1832 sono: Il ponte di Rialto ora alla Galleria d'arte moderna di Venezia, la Porta Ticinese a Milano della coll. Treves (Venezia) e Il molo con neve, assai lodato dai contemporanei. Allo stesso anno sono datate due pitture nella coll. Treves raffiguranti scene delle opere Semiramide e Danae.
Nel 1843 esegue il dipinto con la Visita degli Imperiali d'Austria alla sala Canoviana di palazzo Treves, tuttora qui custodito, e l'Interno della chiesa dei SS. Giovanni e Paolo (ora al Museo Correr). Del 1846 sono una replica dell'Entrata di Napoleone a Venezia, nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano, e la Visita del doge alla Scuola di S. Rocco, nel Museo Correr. Nel 1849 dipinge l'Interno della chiesa dei Frari durante la costruzione del monumento a Tiziano, ultimo suo lavoro, acquistato da una principessa russa.
Molti dipinti del Borsato si trovano alla Malmaison, altri nel palazzo del Belvedere a Vienna; a Venezia, oltre che vari palazzi e teatri.
Ancora nel pieno del successo, tra committenze ufficiali, decorazioni, vedute e insegnamento, Giuseppe Borsato muore a Venezia nel 1849, all’età di settantotto anni.


La produzione vedutistica del Borsato ha un valore prevalentemente documentario e illustrativo, confondendosi con quella del contemporaneo Lattanzio Querena. Interessano di più le decorazioni nelle quali risente, attraverso lo Jappelli, dell'influsso oltremontano, inglese e francese. (Treccani).

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