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Giovanni Boldini

GIOVANNI BOLDINI

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Ottenere un Certificato di autenticità (COA) per le opere di Boldini è facile. Basterà inviarci le foto e le dimensioni del tuo dipinto o disegno di Boldini, specificando tutto quello che sai sull’origine o sulla storia dell’opera.

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Autentichiamo Boldini e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Boldini. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Boldini.

Le nostre autenticazioni dei dipinti e disegni di Boldini sono accettate e riconosciute in tutto il mondo.

Ciascun COA è supportato da ricerche approfondite e relazioni analitiche di autenticazione.

I certificati di autenticità che rilasciamo per le opere di Boldini sono redatti sulla base di indagini artistiche, ricerche di autenticazione, lavoro analitico e studi forensi solidi, affidabili e totalmente documentati.

Siamo a disposizione per esaminare i tuoi dipinti o disegni di Boldini ovunque si trovino nel mondo.

Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Boldini difficili da ricercare, richiedono più tempo.

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Giovanni Boldini nasce a Ferrara nel 1842, ottavo dei tredici figli del pittore Antonio e di Benvenuta Caleffi. Incomincia a disegnare molto presto e a sedici anni già si intravede il suo enorme talento, come attesta il piccolo Autoritratto della collezione Baldi Vandeghini di Ferrara, dipinto con sicura scioltezza nell'anno 1858. Si forma attraverso il padre, le opere dei pittori ferraresi del Rinascimento, ma soprattutto il salotto della nonna paterna Beatrice, dove matura il gusto per l'eleganza e la vita galante, una delle componenti fondamentali del suo carattere. Nel 1862 si reca a Firenze, dove frequenta gli artisti e i critici che si riunivano al caffè Michelangiolo, il cenacolo dei Macchiaioli. Nel frattempo realizza numerosi ritratti di amici e conoscenti, come G. Abbati (Buenos Aires, coll. H. Bracaras), il Fattori, il Cabianca (Milano, coll. Giussani), il Martelli (Ferrara, Museo Boldini), il Duca di Sutherland, Lewis Brown, le Sorelle Laskaraki (1867, Ferrara, Museo Boldini).
Oltre agli amici Macchiaioli, il Boldini frequenta ricchi stranieri che gli commissionano ritratti, come sir Walter Falconer, che nel 1867 lo invita alla Esposizione universale offrendogli l'occasione di vedere per la prima volta Parigi, che dal 1871 diventa la sua seconda patria. Nella capitale francese riesce quasi subito a ottenere un vantaggioso contratto con Goupil, uno dei più affermati mercanti d'arte europei, ed è presto accettato nelle esposizioni più importanti. Dipinge per qualche tempo quadri di genere, nonché molte vedute delle piazze e delle strade di Parigi: Place Pigalle datato 1882, (Milano, coll. Angelo Rizzoli); Place Clichy, (Valdagno, coll. G. Marzotto). Ben presto prende forma la tipica 'maniera' di dipingere del Boldini: impetuosa, violenta, di un virtuosismo eccezionale; si vedano le Vedute del parco di Versailles, eseguite in più riprese ma soprattutto, nel 1895 i ritratti di personaggi illustri, come Robert de Montesquiou del 1897, (Parigi, Museo Nazionale d'Arte Moderna), o G.Verdi (pastello, Roma, Gall. Naz. d'Arte Moderna); un altro ritratto di Verdi del 1886, (Milano, Casa di riposo per musicisti G. Verdi), ma soprattutto dame attraenti, spesso tra le più note della vita mondana, di cui il Boldini riesce a rappresentare con efficacia la psicologia. Nel 1889 viene nominato commissario per la sezione italiana all'Esposizione internazionale di Parigi. Nell'autunno del 1897 si reca a New York per esporre nella galleria Wildenstein. Nel 1900 presenta all'Esposizione universale di Parigi il ritratto di Whistler (Brooklyn, N. Y., Museo) e quello della Infanta Eulalia (Ferrara, Museo Boldini). Nel 1895, 1903, 1905, 1912 viene invitato alla Biennale di Venezia e nel 1909 ottiene addirittura l'apoteosi al Salon.
Con l'avvicinarsi della vecchiaia il Boldini comincia a mostrare segni di stanchezza, anche se non mancano opere validissime come le Visioni di spiaggia degli anni attorno al 1910 e le Vedute di Venezia del 1911 (in varie coll. private). Muore nel 1931 a Parigi.

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