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Umberto Boccioni

UMBERTO BOCCIONI

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Umberto Boccioni nasce a Reggio Calabria nel 1882. Dopo un'infanzia trascorsa in varie città italiane, nel 1901 giunge a Roma e si iscrive all'Accademia di belle arti. Qui conosce il pittore Gino Severini e insieme frequentano lo studio di Giacomo Balla, artista già affermato. Nel 1910 incontra il poeta e scrittore Filippo Tommaso Marinetti che l'anno prima aveva pubblicato a Parigi il Manifesto del futurismo. Dalle discussioni di questi artisti prende avvio il futurismo in pittura e in scultura e Boccioni ne diventa uno dei maggiori interpreti. Una delle sue prime opere, e anche la più famosa, è La città che sale del 1910-11 (Museum of Modern Art di New York), dove l'artista rappresenta la frenetica crescita di una città moderna: sullo sfondo un cantiere di un edificio in costruzione e, in primo piano, le forze del progresso che arrivano a cavallo di bestie inferocite, travolgendo i corpi e agitando gli animi. In Visioni simultanee, del 1911 (Von Der Heydt Museum di Wuppertal), Boccioni dipinge, nella stessa scena, una veduta d'interno, una donna nella sua casa, e una d'esterno, la strada con i palazzi e i passanti. In questa immagine si mescolano i dati reali della vita urbana e i pensieri della donna. Nella serie degli Stati d'animo, una delle opere più significative del futurismo, il pittore raffigura lo stato d'animo umano che si riflette anche nell'aria e nelle cose vicine. Viene realizzata nel 1911 in duplice versione. La prima, caratterizzata dalla tecnica divisionista, un tipo di pittura basata sull'uso di colori puri, è conservata al Museo del Novecento di Milano. La seconda invece, influenzata dalla pittura cubista, è custodita al Museum of Modern Art di New York.
La rappresentazione del movimento e della fusione fra i corpi e lo spazio viene riprodotta dall'artista anche in scultura, utilizzando in una stessa opera materiali diversi, come il legno, la carta, il vetro e il metallo. La sua scultura più straordinaria è Forme uniche della continuità nello spazio del 1913, (MASP di San Paolo del Brasile), che riproduce un uomo nell'atto di correre insieme con gli elementi esterni, come il vento e lo spostamento d'aria. Durante il periodo della prima guerra mondiale inizia una nuova fase artistica. L'artista torna a rappresentare figure piene, modellate secondo un tradizionale stile continuo. Di questo periodo è il Ritratto del maestro Ferruccio Busoni (Palazzo delle belle arti, Roma), un celebre musicista dell'epoca. Nel luglio del 1915 Boccioni si arruola volontario e parte per il fronte. L'anno successivo muore, presso Verona, per una caduta da cavallo.

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