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Gentile Bellini

GENTILE BELLINI

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Gentile Bellini, figlio di Iacopo e di Anna Rinversi, nasce a Venezia probabilmente nei primi mesi del 1429. La sua formazione è avvenuta inizialmente presso la bottega del padre Jacopo per poi arricchirsi di numerose influenze esterne, soprattutto riferibili all'ambiente artistico padovano ma anche dal cognato Andrea Mantegna. La prima opera del Bellini, di sicura datazione, è il ritratto a figura intera del Beato Lorenzo Giustiniani (Venezia, Accademia), dipinto nel 1465 per S. Maria dell'Orto a Venezia, dove già è riscontrabile la principale attitudine di Gentile Bellini, quella della ritrattista. Nel febbraio 1469, in occasione di una visita di Federico III a Venezia, Gentile Bellini riceve il titolo di conte palatino: fiero di questa onorificenza, l'artista ne fa uso firmando la Madonna del 1469, ora presso la National Gallery di Londra: 'opus Gentilis Bellini Veneti equitis'.
Da questo momento e fino alla morte diventa uno dei pittori di maggior successo a Venezia. Il 15 dicembre 1466 la, Scuola grande di S. Marco gli commissiona, per la sala del Consiglio, due teleri rappresentanti episodi della fuga degli ebrei dall'Egitto, distrutti nel 1485 nell'incendio della Scuola, e nel 1474 gli viene assegnata la nuova decorazione della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale con le Storie di Alessandro III e Federico Barbarossa, anche queste distrutte da un incendio nel 1577. L'unica testimonianza visiva del ciclo è in un disegno al British Museum che riproduce la Consegna di una spada al doge da parte del papa.
Il suo ruolo di pittore ufficiale lo porta anche a Costantinopoli, come membro di una missione diplomatica, dove nel 1479 ritrae Maometto II (Londra, National Gallery). Vasari racconta che il sultano ammirò tanto l'autoritratto di Gentile Bellini, che 'non poteva se non imaginarsi che egli avesse qualche divino spirito addosso'.
Il 15 luglio 1492, anche a nome del fratello Giovanni, Gentile Bellini si offre di rifare la decorazione distrutta dall'incendio del 1485 per la Scuola Grande di S. Marco a Venezia, offerta che viene accolta solo nel 1504. Comincia il lavoro con un telero rappresentante la Predica di s.Marco ad Alessandria (Brera); l'anno seguente il lavoro è talmente avanti che Gentile si impegna a rappresentare su un'altra parete il Martirio di s. Marco, per il quale presenta uno schizzo. Ma una malattia gli impedisce di portare a termine la Predica, così che nel suo testamento del 19 febbr. 1507, incarica Giovanni, il fratello, di terminare la pittura. Muore il 23 febbraio 1507.

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