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Giovanni Battista Salvi Da Sassoferrato

GIOVANNI BATTISTA SALVI DI SASSOFERRATO

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Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato nasce a Sassoferrato, in provincia di Ancona il 25 agosto 1609. Si forma nella bottega del padre, Tarquinio Salvi. Il resto dell'educazione di Giovanni non è documentata, eccetto il suo lavoro presso la bottega del bolognese Domenichino. Altri maestri da cui apprende e si ispira sono Francesco Albani e Guido Reni. I suoi dipinti risentono inoltre dell'influenza di Albrecht Dürer, Guercino e soprattutto Raffaello.
Le caratteristiche fondamentali del suo stile appaiono già definite nell’Annunciazione del monastero di S. Chiara a Sassoferrato, da considerarsi la sua prima opera nota, databile intorno alla metà del terzo decennio del Seicento. Negli anni Trenta del Seicento Salvi viaggia di frequente tra le Marche e Roma, incrociando Perugia nel suo percorso. La Civica raccolta d’arte di Sassoferrato conserva una monumentale pala d’altare con la Madonna col Bambino e i ss. Antonio abate e Filippo Neri Circoscrivibile all’inizio del quarto decennio, appartiene la Crocifissione con la Vergine e s. Giovanni Evangelista, in deposito presso la Civica raccolta d’arte dalla chiesetta rurale di S. Ermete a Castagna presso Sassoferrato, dipinta probabilmente nel 1633.
A questo periodo potrebbe appartenere anche uno dei capolavori di Salvi, l’Adorazione dei pastori (Napoli, Museo di Capodimonte),
Il tema della Sacra Famiglia, è tra i prediletti dal pittore. Si possono menzionare le versioni del Castello di Sanssouci a Potsdam, del Musée Condé di Chantilly, del Museo di Ponce a Portorico e del Fitzwilliam Museum di Cambridge, che si distingue dalle altre per essere collocata all’aperto, sullo sfondo di un cielo al tramonto.
Negli anni Quaranta nascono alcuni suoi capolavori tra i quali il Matrimonio mistico di s. Caterina (Londra, Wallace Collection), commissionato dal duca Giuliano Cesarini per la chiesa di S. Maria della Cima a Genzano.
Salvi è stato anche un eccellente ritrattista come mostrano i quindici ritratti a matita nera e pastelli colorati della Royal Library di Windsor Castle, non destinati a una traduzione pittorica, o il Ritratto di monsignor Ottaviano Prati, vicario del cardinale Ippolito Aldobrandini, unico suo dipinto firmato, databile verso la fine degli anni Quaranta (Galleria nazionale d’arte antica di Palazzo Barberini.
Muore a Roma il 1° agosto 1685.

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