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Giovan Battista Crespi

GIOVAN BATTISTA CRESPI

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Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, nasce a Romagnano Sesia, in provincia di Novara, nel 1573. È stato un architetto, pittore e scultore italiano, definito dalla critica moderna il perno principale della controriforma, uno dei massimi artisti del periodo compreso tra la fine del Cinquecento e il primo Seicento.
Si forma presso la bottega del padre Raffaele Crespi, a quanto pare suo primo e unico maestro.
Si trasferisce a Milano nel 1591 e già all’età di diciannove anni riceve dal Conte Renato Borromeo, fratello del cardinale Federico, l’incarico di eseguire i lavori di decorazione all’interno di palazzo Borromeo, oggi andati perduti. Essendo i Borromeo la famiglia più importante della Milano all’inizio del Seicento, questo incarico testimonia la precocità e la grandezza del Crespi.
I primi grandi lavori commissionati al Crespi sono due grandi pale d’altare con il Voto dei santi frascescani. Da qui l’inizio di una lunga serie di prestigiose commissioni. Lavora tra il 1602 e il 1603 a una prima serie su i Fatti della vita del Beato Carlo Borromeo, per alcune pale d’altare per Santa Maria presso San Celso, e partecipa con il gruppo dei Miracoli con sei dipinti a tempera alla serie dei Quadroni di San Carlo, terminata nel 1610.
Anche la regia della cerimonia romana della canonizzazione di San Carlo viene affidata da Federico Borromeo al Crespi, che dipinge per l'occasione una serie di tele per un apparato provvisorio per la Basilica di San Pietro in Vaticano, di cui oggi resta solo il Sant'Ambrogio della Pinacoteca Ambrosiana. A partire dal secondo decennio del secolo, che vede il Crespi protagonista sulla scena milanese, avviene anche l'adozione di uno stile sempre più deciso e personale. Caratteristiche di questa svolta sono l'accentuato realismo, fortemente espressivo, una maggiore sintesi nella composizione, e la costruzione più scultorea e robusta delle figure.
Negli anni successivi il Crespi dipinge alcune delle opere che ancora oggi sono considerate suoi capolavori: la Deposizione, nel Museo civico di Novara, la Crocifissione di Mortara nella basilica di San Lorenzo, e la Madonna del Rosario di Brera. Nel 1614 dipinge la Messa di San Gregorio Magno per la basilica di S. Vittore a Varese, e una pala per la Certosa di Pavia e nel 1618 termina il Battesimo di Sant'Agostino per la chiesa milanese di S. Marco. Queste ultime opere sono caratterizzate da grande complessità di composizione, e da forti accenti visionari.
Le sue ultime opere sono la Crocifissione per la chiesa di San Protaso ad Monachos di Milano, oggi al Seminario di Venegono Inferiore, e La Madonna libera Milano dalla peste (1631), in Santa Maria delle Grazie. La Strage degli Albigesi per la chiesa di San Domenico a Cremona (oggi al Museo civico Ala Ponzone) rimasta incompiuta per la morte dell'artista viene terminata dall'allievo Melchiorre Gherardini nel 1632.
L'artista muore a Milano nel 1632.

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