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Federico Barocci

FEDERICO BAROCCI

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Federico Barocci nasce a Urbino nel 1535 circa in una famiglia di artisti: il bisnonno Ambrogio, era uno scultore, il padre, Ambrogio era un abile orologiaio e incisore di gemme e da lui il Barocci apprese l'arte del disegno. Ancora bambino studia con Battista Franco, che lo introduce allo studio della scultura antica; più tardi, probabilmente nel 1549, è a Pesaro presso lo zio Bartolomeo Genga, architetto con il quale studia geornetria, prospettiva e architettura. Della sua attività di questi anni si conosce il Martirio di S. Sebastiano nella cattedrale di Urbino, commissionata all'artista da Benedetto Bonaventura il 9 novembre 1557. All'età di vent'anni va a Roma dove ha modo di studiare le opere dei maestri che l'avevano preceduto: qui esegue una commissione papale, la decorazione della casina di Pio IV nei giardini vaticani interamente dipinta dal nostro tra il 1561 e il 1563. Qualche anno dopo rientra a Urbino colpito da una grave malattia intestinale che lo tormenterà poi per tutta la vita ma che non gli impedirà di lavorare alacremente, anche se con lentezza, fino alla sua morte. Poco dopo il suo ritorno a Urbino, gli vengono infatti commissionate numerose opere: la Madonna di S.Giovanni (1565-66), la Crocefissione (1566 circa) per la chiesa del Crocefisso miracoloso a Urbino e la Madonna di S.Simone (1567), tutte attualmente nella Galleria nazionale delle Marche a Urbino. La Deposizione nel 1559 per la cappella di S. Bernardino nel duomo di Perugia, segna l'inzio del suo periodo maturo. Intorno al 1573-74 il Barocci esegue per il conte Antonio Brancaleoni la Madonna del gatto oggi a Londra presso la National Gallery.
Nel 1575 la Pia Confraternita dei laici di S. Maria della Misericordia gli commissiona la pala d'Altare per la propria cappella: si tratta della Madonna del popolo (firmata e datata 1579, attualmente agli Uffizi). Riceve anche importanti commissioni per città fuori Urbino, come la Deposizione (firmata e datata 1582) per S. Croce a Senigallia, l'Annunciazione (1580-84) per la cappella del duca Francesco Maria II a Loreto (Roma, Pinac. Vaticana) e la Visitazione (1583-86) nella Chiesa Nuova a Roma.
Nell'ultimo decennio del secolo, uno dei periodi più produttivi del Barocci nascono varie opere tra cui: Cristo e la Maddalena (firmato e datato 1590; Monaco, Alte Pinacothek) e la Circoncisione (firmata e datata 1590) per la compagnia del Nome di Dio (Parigi, Louvre).
Fece anche molti ritratti fra i quali un Ritratto di gentiluomo firmato e datato 1602 (Londra, coll privata) e l'Autoritratto (Firenze, Uffizi). Nel 1606 il Barocci completa una delle sue opere più alte: la Beata Michelina (1606) per la cappella della beata Michelina Malatesta nella chiesa di S. Francesco a Pesaro (Roma, Pinac. Vaticana).
Muore a Urbino il 30 settembre 1612.

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