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Cristiano Banti

CRISTIANO BANTI

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Ottenere un Certificato di autenticità (COA) per le opere di Banti è facile. Basterà inviarci le foto e le dimensioni del tuo dipinto o disegno di Banti, specificando tutto quello che sai sull’origine o sulla storia dell’opera.

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Autentichiamo Banti e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Banti. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Banti.

Le nostre autenticazioni dei dipinti e disegni di Banti sono accettate e riconosciute in tutto il mondo.

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Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Banti difficili da ricercare, richiedono più tempo.

Tra i nostri clienti si trovano collezionisti di opere di Banti, investitori, autorità fiscali, assicuratori, periti, valutatori, banditori d’asta, gallerie d’arte, agenzie governative e svariati studi legali.

Cristiano Banti nasce il 4 gennaio 1824 a Santa Croce sull'Arno da un'agiata famiglia. Si forma presso l'Accademia di Siena, insieme al neoclassico Francesco Nenci, dal quale derivò la capacità di comporre quadri storici.
Il primo quadro importante è del 1857: Galileo dinnanzi al Tribunale dell'Inquisizione, attualmente situato a Palazzo Foresti a Carpi, che fu molto apprezzato nell'ambiente accademico. Nel 1854 si sposa con Leopolda Redi, dalla quale avrà nove figli e si trasferisce a Firenze. Qui entra in contatto con il gruppo dei macchiaioli aderendo al movimento in cui vede una possibilità maggiore di ritrarre la natura e gli effetti di sole, per cui aveva una forte predilezione. Arriva persino a riacquistare il suo Galileo per toglierlo dalla circolazione, perché diceva che 'con quel quadro aveva disonorato l'arte senza saperlo' (Cecioni).
Fornitosi di uno specchio nero, sul quale la macchia si vedeva più spiccata e decisa, si trasferisce con il Signorini, il Pointeau e il Borrani a Montelupo (Firenze), adattandosi, pur di stare a contatto con la natura, a molti disagi. Nel 1861 si reca a Parigi per conoscere la pittura di Troyon e Corot.
Di educazione classica, con il tempo aumentano i suoi dissensi e le sue riserve sulla pittura macchiaiola, cosicché, non andando più d'accordo con gli amici del gruppo, intorno al 1880 si ritira nella sua villa di Montorsoli presso Castelfiorentino. Dopo la morte della moglie si trasferisce poi definitivamente nell'altra sua villa a Montemurlo, presso Prato, dove trascorse quasi ininterrottamente gli ultimi venti anni della sua vita, preoccupandosi di soccorrere gli amici pittori coi quali aveva riallacciato i rapporti, ospitandoli o comprandone le opere.
Muore nella sua villa di Montemurlo il 4 dicembre 1904, lasciando nella sua palazzina di piazza dell'Indipendenza in Firenze una cospicua raccolta di opere. Molte sue opere restarono incompiute, ora perché l'artista, insoddisfatto, le lasciava a metà, ora perché erano frutto del suo sperimentalismo.
Particolarmente noti tra i suoi dipinti sono: Eleonora d'Este e il Tasso (Firenze, Gall. d'Arte Moderna), Ragazza sdraiata sull'erba, Livorno in festa, Tre vecchie in riposo, appartenenti a collezioni private, Le predone (oggi a palazzo Pitti, Firenze) e Il ritorno dalla pesca nel lago di Bientina, che fu venduto a caro prezzo a Londra.

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