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Baciccia

BACICCIA (GIOVAN BATTISTA GAULLI)

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Giovanni Battista, detto il Baciccia (Baciccio), nasce a Genova nel 1639.
Dopo aver perso tutti i familiari nella peste che infierì a Genova nel 1657, il Baciccia si reca a Roma dove si trattiene per breve tempo nella bottega di un pittore francese che potrebbe essere Guillaume Courtois detto il Borgognone. Soggiorna nella casa del mercante d'arte genovese Pellegrino Peri che probabilmente lo presenta al gran a Gian Lorenzo Bernini.
Tra le opere eseguite dal Baciccia nel suo esordio romano si annovera la pala con la Madonna e i ss. Rocco e Antonio abate dipinta per la chiesa di S. Rocco, databile intorno al 1660-61. Al 1666-71 risale invece la sua prima importante opera: la decorazione dei pennacchi della cupola di S. Agnese in Agone. In questi stessi anni il Bacicia lavora intensamente anche come ritrattista per conto dell'aristocrazia romana: i non pochi ritratti databili a questo periodo rivelano le forti radici vandyckiane e la costante attenzione nei confronti dell'opera di Bernini. Si vedano le effigi di Alessandro VII e di Mario Chigi, del 1666-67 circa (collezione Messinger), di Louis de Vendôme (Napoli, Museo e Galleria nazionale di Capodimonte, 1667-69 circa) e di Leopoldo de' Medici (Firenze, Galleria degli Uffizi, 1667 circa).
A Roma sono fruttuosi anche i rapporti con papa Clemente X Altieri, il quale commissiona al Baciccia la decorazione a fresco delle lunette (la Trinità in gloria) della propria cappella gentilizia in S. Maria sopra Minerva, databile al 1671-72 circa.
Intorno al 1672 il Baciccia è impegnato nella decorazione della chiesa di S. Marta al Collegio Romano, a capo di una équipe di artisti tra i quali i pittori Girolamo Troppa e Paolo Albertoni.
Tra il 1675 e il 1677 si scalano i pagamenti per la pala con il Crocifisso nella collegiata di Lanuvio. Uno dei momenti più significativi della perfetta consonanza tra la pittura del Baciccia e le soluzioni del linguaggio figurativo berniniano è la pala con la Madonna, il Bambino e s. Anna, per l'altare della cappella Albertoni in S. Francesco a Ripa.
Circa alla metà degli anni '80 si colloca la pala d'altare con l'Immacolata tra i ss. Francesco e Chiara (1680-86) della chiesa di S. Margherita in Trastevere.
Al 1707 risale l'ultima impresa significativa dell'artista, la decorazione della volta della chiesa dei Ss. Apostoli a Roma, eseguita in appena cinquanta giorni.
Il Baciccia muore a Roma nel 1709.

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