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Francesco Bacchiacca

FRANCESCO BACCHIACCA

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Francesco di Ubertino, detto Bacchiacca, nasce a Firenze nel 1494, eccentrico e fantasioso pittore amante degli animali e dei fiori nonché esperto di “grottesche” e bizzarre decorazioni ispirate alla pittura romana antica.
La storiografia ufficiale lo individua come allievo di Pietro Perugino. Aveva due fratelli, Bartolomeo detto Baccio (1484- ignota la data della morte), definito professionalmente “gran coloritore e così esatto nell’imitare”, attivo anch’esso nella bottega del Perugino, e Antonio (1499-1572), apprezzato ricamatore d’arazzi. Tutti sono ricordati e citati nei documenti storici come “Bachiacca” o “ Bacchiacca”. Insomma la famiglia dei “ Bacchiacca”.
La formazione artistica di Francesco si svolge tra il 1505 e il 1511 presso la bottega fiorentina del Perugino, formazione che determina notevolmente i riferimenti artistici del giovane Francesco, orientandolo verso lo stile umbro tardoquattrocentesco. Esempi di questa prima fase sono le opere: La Deposizione, presso il Museo civico di Bassano, il Noli me tangere, al Christ Church College di Oxford, la Resurrezione presso il Musée des beaux-arts di Digione, e La Madonna con Bambino, s. Elisabetta e S. Giovannino presso il museo civico di Asolo.
Intorno al 1525 si colloca il soggiorno romano dove Francesco ha modo di conoscerne i principali protagonisti del manierismo italiano e di ammirarne le loro opere. Di questi anni o al massimo agli anni immediatamente successivi, possono essere ricondotte opere come: La morte di Abele (Bergamo, Accademia Carrara), Mosè fa scaturire le acque (Edimburgo, National Gallery of Scotland). Nel 1540 Bacchiacca diviene artista alla corte del duca Cosimo I de 'Medici. In questa veste Bacchiacca è collega e pari dei più importanti artisti fiorentini dell'epoca, tra cui Pontormo, Bronzino, Francesco Salviati, Tribolo, Benvenuto Cellini, Baccio Bandinellie il suocero, lo scultore Giovanni Battista del Tasso. La prima grande commissione del Bacchiacca è quella di dipingere le pareti e il soffitto dello studio privato del duca con piante, animali e un paesaggio, che rimangono un'importante testimonianza dell'interesse di Cosimo per la botanica e le scienze naturali.
Nel 1545, sempre per conto di Cosimo, Francesco si dedica alla preparazione, documentata da numerosi e continui pagamenti, dei cartoni per la serie degli arazzi i Mesi, che furono tessuti dall’arazziere Giovanni Rost prima del 1553. I cartoni dei Mesi raggiungono un livello qualitativo talmente importante da essere giudicati tra i migliori dei numerosi commissionati dal duca.
Tra le ultime commissioni affidate da Cosimo a Francesco si annoverano uno scrittoio in palazzo Vecchio, decorato con uccelli, racemi vegetali, pesci e altri animali, che venne portato a termine prima del 1552.
Muore a Firenze nel 1557.

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