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Amico Aspertini

AMICO ASPERTINI

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Ottenere un Certificato di autenticità (COA) per le opere di Aspertini è facile. Basterà inviarci le foto e le dimensioni del tuo dipinto o disegno di Aspertini, specificando tutto quello che sai sull’origine o sulla storia dell’opera.

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Autentichiamo Aspertini e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Aspertini. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Aspertini.

Le nostre autenticazioni dei dipinti e disegni di Aspertini sono accettate e riconosciute in tutto il mondo.

Ciascun COA è supportato da ricerche approfondite e relazioni analitiche di autenticazione.

I certificati di autenticità che rilasciamo per le opere di Aspertini sono redatti sulla base di indagini artistiche, ricerche di autenticazione, lavoro analitico e studi forensi solidi, affidabili e totalmente documentati.

Siamo a disposizione per esaminare i tuoi dipinti o disegni di Aspertini ovunque si trovino nel mondo.

Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Aspertini difficili da ricercare, richiedono più tempo.

Tra i nostri clienti si trovano collezionisti di opere di Aspertini, investitori, autorità fiscali, assicuratori, periti, valutatori, banditori d’asta, gallerie d’arte, agenzie governative e svariati studi legali.


Amico Aspertini nasce a Bologna tra il 1474 e il 1475 da una famiglia di pittori. Nulla si sa di preciso sulla sua attività giovanile, se non che fu educato dal padre passando poi, forse, alla bottega dell'artista Francesco Francia. Fin dagli inizi, comunque, nelle grandi pale come negli affreschi, nei piccoli dipinti come nei disegni, rivela una sua originalità precoce e persistente fatta di contaminazioni tra il gusto antichizzante romano, l’umanesimo fiorentino, le arguzie gotiche bolognesi e la pittura del Nord Europa. A questo si aggiunge una personalità eccentricità, come descrive il Vasari, 'era capace di lavorare in modo talmente rapido e veloce da sembrare incredibile, applicando il chiaroscuro contemporaneamente, il colore chiaro in una mano, lo scuro nell'altra'.
Tra il 1500 ed il 1503 è a Roma dove guarda soprattutto il Pinturicchio. Di questo periodo rimane un ciclo di affreschi nelle volte del cortile della fortezza di Civita Castellana. Di questo periodo è anche l'Adorazione dei pastori, oggi presso il Museo di Berlino, ugualmente di influenza del Pinturicchio.
Nel 1504 è a Bologna per dipingere la pala con Madonna e santi per Giovanni Sforza signore di Pesaro (ora nella Pinacoteca di Bologna). Di questo periodo è anche il S. Sebastiano, (Bologna, Fondazione Zeri) e l'Adorazione dei Magi (Bologna, Pinacoteca). La collaborazione immediatamente successiva al 1504 è quella che lo vede impegnato nella realizzazione degli affreschi dell'oratorio di S. Cecilia presso S. Giacomo a Bologna, eseguiti tra il 1506 e il 1508 circa.
Sempre al primo decennio del Cinquecento, appartengono alcuni bellissimi ritratti virili, quello ad esempio conservato nel Museo Davia Bargellini a Bologna o il Ritratto femminile della collezione Walters a Baltimora, dal volto personalissimo e suggestivo.
Altro esempio del suo gusto particolare, frutto di un umore inquieto, estroso, fantasioso e insieme quasi romantico è la pala di S. Martino Maggiore a Bologna, realizzata nel 1515, pietra miliare per un gruppo di artisti veneti, dal Romanino a Pellegrino da S. Daniele, a Domenico Campagnola, al Pordenone, nel secondo decennio dei Cinquecento.
Del 1519 al 1523 invece l'artista è soprattutto impegnato a lavorare per la fabbrica di S. Petronio.
Dopo l'arco di Trionfo in piazza Maggiore, realizzato nel 1529 con Alfonso per l'incontro di Clemente VII e Carlo V, non si hanno più notizie circa la sua attività artistica.
Muore a Bologna nel 1552.

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