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Autentichiamo Anguissola e rilasciamo certificati di autenticità dal 2002. Siamo esperti riconosciuti e periti certificati delle opere di Anguissola. Rilasciamo certificati di autenticità e valutazioni per qualsiasi opera di Anguissola.

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Riceverai i tuoi certificati di autenticità e la relazione di autenticazione solitamente entro due settimane. I casi più complessi, con dipinti o disegni di Anguissola difficili da ricercare, richiedono più tempo.

Tra i nostri clienti si trovano collezionisti di opere di Anguissola, investitori, autorità fiscali, assicuratori, periti, valutatori, banditori d’asta, gallerie d’arte, agenzie governative e svariati studi legali.

Anguissola Anguissola nasce a Cremona nel 1532. È stata la prima pittrice donna del Cinquecento. Appartenente a un'aristocratica famiglia piacentina, l' Anguissola, diversamente da altre giovani aristocratiche, non si dedicò alla pittura come passatempo o adempimento, ma come professione.
La sua prima formazione artistica si realizzò tra gli undici e i tredici anni quando il padre Amilcare, amatore d'arte e dilettante di disegno, la affidò agli insegnamenti del pittore lombardo Bernardino Campi. Campi aveva uno stile che si rifaceva agli esponenti di spicco dell'arte manierista in voga nell'Italia settentrionale tra Cinquecento e Seicento. Il suo stile influenzò notevolmente Anguissola, che ne tradusse i tratti essenziali nell'ambito prediletto, quello della ritrattistica.
Fra le prime opere note di Anguissola vengono indicati il Ritratto di Elena Anguissola (1551), dedicato alla sorella Elena fattasi monaca e alcuni autoritratti, realizzati fra il 1552 e il 1558 (fra cui Autoritratto, 1554; Autoritratto alla spinetta, 1555; Autoritratto al cavalletto, c. 1556) e altri dipinti che hanno per soggetto membri della famiglia (Ritratto di famiglia Anguissola, c. 1559).
La fama di Anguissola come ritrattista si diffuse fin dall'inizio degli anni cinquanta, arrivando persino a Michelangelo Buonarroti, che conobbe l'opera della giovane tramite il padre Amilcare. La giovane pittrice, promossa dal padre presso artisti, umanisti e mecenati riuscì in breve tempo a farsi conoscere nelle corti italiane ed europee a cominciare da quella spagnola dove arrivò nel 1559. A Madrid conquistò subito il favore dei sovrani grazie ai ritratti che eseguì della regina Isabella di Valois prima e dell’imperatore Filippo II poi, entrambi al Prado di Madrid.
Nel 1573 sposò Fabrizio Moncada, fratello del viceré di Sicilia, e dalla Spagna si trasferì a Palermo. L’unione durò solo cinque anni a causa della tragica e improvvisa morte di Fabrizio. Si risposò una seconda volta con il nobile Orazio Lomellini con cui visse per oltre trent’anni a Genova continuando la sua opera di ritrattista per le famiglie aristocratiche della città.
Morì a Palermo, dove si era trasferita col marito, ormai ultranovantenne e dove fu visitata, addirittura, da un ammirato Anton Van Dyck che ne schizzò la figura in un disegno e che ebbe a dire: “ho ricevuto maggiori lumi da una donna cieca che dallo studiare le opere dei più insigni maestri”.
Fu sepolta a Palermo nella chiesa di S. Giorgio nel 1625.

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